Linosa

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Linosa è una piccola isola vulcanica posta nel cuore del Mar Mediterraneo, distante circa 100 miglia dalla Sicilia e poco meno dalle coste tunisine; appartenente all’arcipelago delle Pelagie, le isole d’alto mare, ha forma circolare con uno sviluppo costiero di 11 km.

Il suo profilo è caratterizzato dalla presenza di 3 coni vulcanici ormai completamente inattivi, il più alto dei quali, il Monte Vulcano, raggiunge i 195 m.

A differenza di Lampedusa e Lampione, le altre 2 isole che compongono l’arcipelago e che geologicamente fanno parte della placca continentale africana, Linosa appartiene alla placca europea ed il suo edificio vulcanico si erge a partire da millecinquecento metri di profondità: a Linosa quindi non troverete spiagge bianche e acque chiare, ma rocce nere e mare blu cobalto, con fondali ripidi ed acque profonde; un vero ambiente pelagico, incontaminato e ricco di specie.

Nel corso dei secoli l’isola è stata indicata con diversi nomi: ai tempi di Plinio il Vecchio veniva chiamata “Aethusa” ma successivamente il termine subì diverse modifiche (“Lenusa”, poi “Larniusa”,”Algusa”).

Nella poco conosciuta storia di Linosa alcune cose paiono certe: i Romani la utilizzarono come base durante le Guerre Puniche, come dimostrano i resti, alcuni ben conservati, di 150 cisterne costruite per raccogliere l’acqua piovana; anche i numerosi reperti ritrovati nei fondali dell’isola, frutto dei naufragi, testimoniano che Linosa si trovava lungo le rotte commerciali dell’epoca.

Ma la vera storia di Linosa e dei suoi abitanti ha inizio il 25 aprile del 1845, quando a seguito di un incarico ricevuto 2 anni addietro da Re Ferdinando II di Borbone, il cavaliere Bernardo Maria Sanvinsente, capitano di fregata, sbarcò sull’isola con un gruppo di trenta persone al seguito; i coloni, reclutati con bando pubblico, avrebbero beneficiato di una paga di tre Tarì al giorno e avrebbero avuto in dote 80 salme di terra linosana (240 ettari circa).

Le difficoltà a cui andarono incontro furono enormi e la situazione non migliorò molto nei cento anni successivi. Solo con gli inizi degli anni sessanta Linosa comincia a ricevere un minimo di attenzioni da parte dello Stato: fino al 1967 sull’isola non esisteva il telefono né una centrale elettrica, per vedere la televisione bisogna attendere il 1976, quando viene installato un ripetitore dalla Rai.

Il primo dissalatore, che finalmente svincola gli abitanti dalla preoccupazione di approvvigionarsi di acqua piovana, viene realizzato nel 1983; poi nel 1985 la prima nave attracca a Linosa; fino ad allora per sbarcare persone, materiali ed animali veniva utilizzata la “barcaccia”, un piccolo gozzo che faceva la spola tra la banchina e la nave.

Nonostante le enormi difficoltà, gli abitanti, diventati nel frattempo 450, sono riusciti a fare di un’isoletta sperduta e selvaggia un luogo magico e accogliente: casette coloratissime, quiete, pulizia e natura intatta sono il biglietto da visita di Linosa.

Oggi senz’altro più comoda di quanto non fosse solo 30 anni fa, Linosa conserva immutato il fascino di essere una vera isola, remota, piccola, non facile da raggiungere, e forse anche per questo ancora meravigliosamente integra.

Dal punto di vista naturalistico, l’Isola offre moltissimo, sia a terra che in mare: oltre ad essere uno dei più importanti siti di ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta in Italia, ospita la più grande colonia di berta maggiore del Mediterraneo e, nel periodo del passo, costituisce un approdo per tantissime specie migratrici, dalle cicogne ai falchi pecchiaioli, dai fenicotteri alle poiane, passando per i rigogoli, gli aironi, le garzette e…moltissimo altro; mentre alcune specie, come i gheppi, sono stanziali e trascorrono qui tutta la loro vita.

Tra i rettili (a Linosa non esistono serpenti), meritano una menzione la lucertola linosana Podarcis fifolensiis laurentimulleri e il Chalcides ocellatus, uno scinco molto diffuso sull’isola.
 La vegetazione è costituita dalla tipica macchia mediterranea, con una netta prevalenza di specie arbustive come il lentisco, l’euforbia arborescente e il tabacco selvatico, ma non mancano gli alberi, rappresentati dal tamerice, dall’acacia a foglie lunghe e dal pino marittimo.

Numerosissime sono le specie erbacee, tra le quali ricordiamo il timo, il papavero delle sabbie, il comedrio bianco, l’erba cristallina, il tabacco selvatico, l’asparago selvatico, la malva reale ed il magnifico e profumatissimo giglio marino
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Le acque che circondano l’isola infine, sono eccezionalmente trasparenti e pulite ed è normale, durante le immersioni, imbattersi in cernie, ricciole, dentici, occhiate, saraghi, pesci pappagallo, salpe, polpi e tantissimi invertebrati che colorano le grotte ed i fondali di Linosa.